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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Politiche attive del lavoro

Egr. Direttore, pur non nascondendo alcune perplessità sui requisiti, sulle disponibilità finanziarie e sul numero degli aventi diritto, va comunque apprezzato il memorandum d’intesa sul reddito di inclusione, firmato il 14 aprile 2017 dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con il quale si dà applicazione alla legge delega del 9 marzo 2017 sul contrasto alle povertà. È un primo importante strumento di solidarietà, da tempo: chiesto (anche) dalle Confederazioni Cgil Cisl Uil, sollecitato dal Volontariato, voluto dalle Associazioni caritatevoli e auspicato dalle Regioni e dai Comuni, che, se efficacemente applicato, potrà togliere dalle difficoltà economiche almeno due milioni di persone, che attualmente vivono in condizioni di estrema povertà, alcune migliaia di queste presenti in Veneto, seguite con qualche difficoltà, per la scarsità di risorse, dai Servizi sociali comunali e dall’Assessorato regionale al sociale.

Bisogna avere grande consapevolezza che il solo reddito di inclusione non è sufficiente a contrastare le povertà. Se contemporaneamente non vengono emanati concreti provvedimenti per l’effettiva realizzazione di un “piano del lavoro”, finalizzato al superamento del dramma disoccupazione, le persone povere rimarranno a lungo in questa condizione, avranno un po’ di soldi dallo Stato per sopravvivere, ma oltre all’aiuto economico non andranno. Inoltre, reddito di inclusione e piano del lavoro, dovranno essere parti integranti del welfare generativo (come proposto dalla Fondazione Emanuela Zancan) per, finalmente, sciogliere il nodo dell’assistenzialismo e per orientare l’azione amministrativa pubblica alla riduzione dei trasferimenti monetari (oggi ammontano a circa 40 miliardi di euro l’anno) finalizzandone almeno una parte alla programmazione di maggiori servizi alle persone in difficoltà e alla realizzazione di mirate prestazioni socialmente utili per i disoccupati e di passaggi formativi per la riqualificazione professionale dei licenziati. Il tutto non potrà (non può) prescindere dalla concertazione tra le parti sociali, sindacali, economiche e istituzionali.                                   

Venezia 15 aprile 2017

Franco Piacentini, direttivo AUSER Veneto