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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Chiesa e Società

Due preti per una “Chiesa in uscita”

LA VISITA A BOZZOLO E A BARBIANA - Papa Francesco: don Mazzolari e don Milani

Papa Francesco a Bozzolo e Barbiana per pregare sulla tomba e rendere omaggio a don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani. Il tributo al “parroco d’Italia” e il riconoscimento del vescovo di Roma alla fedeltà al Vangelo e alla rettitudine dell’azione pastorale del priore di Barbiana

Papa-Barbiana-e-BozzoloDon Lorenzo Milani voleva essere “riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale”. Lo aveva scritto, più volte ma invano, al suo vescovo. “Oggi, lo fa il vescovo di Roma”. Si è conclusa con questo atto solenne, compiuto e pronunciato al termine di una visita privatissima che lo ha portato, dopo la chiesa, nel cortile con la scritta “I care” e accanto alla piscina dove i ragazzi di don Lorenzo hanno imparato a nuotare nelle acque della vita, la visita di Papa Francesco a Barbiana. “Prima di concludere, non posso tacere che il gesto che ho oggi compiuto vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale”, le parole del vescovo di Roma, che nel tributare il suo atto di omaggio al prete “trasparente e duro come un diamante”, ha fatto proprio lo sguardo di sua madre Alice. La mattinata di Papa Francesco è cominciata di buon ora a Bozzolo, per un tributo al “parroco d’Italia”, don primo Mazzolari, “parroco dei lontani” e antesignano della sua “Chiesa in uscita”. Il 18 settembre, ha annunciato il vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni, salutando Francesco, inizierà il processo di beatificazione del parroco di Bozzolo. Sia a Bozzolo sia a Barbiana, tutto è iniziato con la preghiera silenziosa sulle tombe dei due sacerdoti.

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Dal pellegrinaggio Macerata-Loreto

Circa centomila fedeli in cammino

La telefonata di papa Francesco: “Un grande abbraccio”

macerata-loretoIl pellegrinaggio Macerata-Loreto, quest’anno più di altre volte, ha toccato una dimensione internazionale con presenze straniere di pellegrini e di ospiti, dalla Svizzera alla Germania, dall’Angola al Ghana, dal Sudamerica all’Asia, dentro una proposta valida per tutti, che è quella di affrontare il cammino con una domanda di senso nel cuore che è al centro della missione evangelizzatrice della Chiesa. Quella Chiesa in uscita che vuole raggiungere ogni periferia del mondo
“Mi ami tu?”, è la domanda che ha accompagnato il cammino dei quasi 100.000 fedeli che domenica 11 giugno hanno raggiunto all’alba, percorrendo i circa 30 chilometri dell’hinterland marchigiano, la Santa Casa di Loreto, dopo essere partiti la sera prima dallo stadio “Helvia Recina” di Macerata. “La domanda del tema di quest’anno è molto bella – ha detto al’inizio il Papa al telefono –: la frase di Gesù a Pietro, ‘Mi ami tu?’, ha due sensi, come le strade. Gesù chiede a me se lo amo ma anche io posso chiedere a Gesù se mi ama”, ha spiegato il Santo Padre, invitando a percorrere i 30 chilometri fino a Loreto, ascoltando la voce di Gesù e sentendo nel proprio cuore la sua risposta. E ancora: “Un abbraccio grande, un abbraccio grande! Vi auguro un buon pellegrinaggio Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca”.

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16 proposte all’Onu per la tutela dei diritti

LA SANTA SEDE AL GLOBAL COMPACTS DELL’ONU

Intervista a padre Fabio Baggio segretario della sezione Migranti e Rifugiati del dicastero per il servizio allo sviluppo umano integrale

PapaBagnascoDai corridoi umanitari alla legge sulla cittadinanza secondo lo ius soli, allo sponsorship per lavoro. 16 azioni molto concrete nel campo dell’accoglienza, la protezione e la promozione dei migranti economici, dei richiedenti asilo e rifugiati, delle vittime di tratta, che rappresenteranno le indicazioni della Santa Sede per spingere tutti i governi del mondo a rispettare i diritti e la dignità di tutte le persone che migrano. L’occasione sarà il “Global compact for refugees” (Accordo globale sui rifugiati – #UN4RefugeesMigrants), una conferenza intergovernativa che le Nazioni Unite organizzeranno durante la seconda metà del 2018. Di questo si sta discutendo in questi giorni in Vaticano, a Palazzo San Callisto, durante il seminario “Global compacts 2018” organizzato dalla sezione Migranti e Rifugiati del nuovo Dicastero per il servizio allo sviluppo umano integrale. Il documento con le 16 proposte è ancora in bozza e verrà reso noto a breve nella stesura definitiva, approvata dal Papa: verrà aggiornato con le indicazioni dei vescovi e rappresentanti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo che stanno partecipando dall’incontro, tra cui le Conferenze regionali dei vari continenti (Secam, Comece, Celam, Ccee) e alcuni Paesi più attivi nel settore migrazioni come Usa, Canada, Messico, Argentina, Brasile, Italia, Tunisia, … Questa costituirà la posizione della Santa Sede al Global compact for refugees, su cui i governi stanno già lavorando. Ne abbiamo parlato con padre Fabio Baggio, sottosegretario della sezione Migranti e Rifugiati.

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